All’inizio di ottobre partirò da Bologna verso Firenze, a piedi, in 5 giorni, insieme a mio fratello. Qui racconto come mi sto preparando — fisicamente, mentalmente e nello zaino — per godermi il cammino senza rincorrere i chilometri.

Preparazione fisica

Camminare per giorni consecutivi non è come fare una semplice escursione domenicale. Ho cercato di abituare il corpo a lunghe camminate, soprattutto in salita e discesa, portando uno zaino che si avvicini al peso reale del viaggio. Ho dato attenzione ai muscoli che più saranno coinvolti: polpacci, gambe, glutei, ma anche il core, che tiene stabile la schiena e distribuisce meglio i carichi. Non ho trascurato la mobilità delle caviglie e dei piedi, fondamentali quando il terreno diventa sconnesso.

Accanto al movimento c’è l’alimentazione: nei giorni che precedono la partenza punto su pasti semplici, leggeri ma completi, con carboidrati complessi, proteine magre e verdure. Durante il cammino so già che non mi basteranno i pasti principali: porterò con me frutta secca, barrette e panini semplici da consumare a piccoli morsi. L’idratazione sarà costante, con qualche reintegro di sali se il caldo dovesse farsi sentire.

Abbigliamento e zaino

Partendo ad ottobre mi aspetto giornate variabili: mattine fresche, possibili piogge improvvise e pomeriggi ancora tiepidi. Per questo punterò su strati leggeri e traspiranti, che possano asciugarsi rapidamente. Una maglia tecnica o in lana merino a contatto con la pelle, un pile o un gilet termico da aggiungere se serve, e un guscio impermeabile antivento per proteggermi in caso di pioggia. Per le gambe sceglierò pantaloni tecnici leggeri, mentre per i piedi calze in merino già testate e scarpe da trekking o trail running ben rodate, con mezzo numero in più per lasciare spazio al gonfiore.

Lo zaino sarà il mio compagno più fedele. Ho scelto una capienza media, intorno ai 30 litri, sufficiente a contenere l’essenziale senza esagerare col peso. Il segreto sarà distribuirlo bene, portando il carico soprattutto sui fianchi, e mantenendolo sempre entro i 7–9 chili con l’acqua. Dentro non mancheranno coprizaino e sacche stagne per proteggere tutto dalla pioggia, una borraccia filtrante, un piccolo kit per i piedi e l’indispensabile frontale per le sere più buie.

Preparazione mentale

Se il fisico è importante, la testa lo è ancora di più. Nei giorni che precedono la partenza cerco di ricordarmi perché lo faccio: non per la velocità, non per la performance, ma per vivere cinque giorni diversi, in cui rallentare e condividere ogni passo con mio fratello. So che arriveranno momenti di fatica: per questo mi preparo a spezzare le giornate in piccoli traguardi, concentrandomi su una salita alla volta o su una pausa d’acqua, senza pensare al totale dei chilometri mancanti.

Porterò con me un piccolo diario per annotare impressioni e cinque foto al giorno da scattare solo per gratitudine, per allenarmi a cogliere i dettagli che rischierei di perdere nella stanchezza. La sfida sarà vivere l’esperienza con presenza e leggerezza, senza farmi dominare dal pensiero dell’arrivo.


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